BLUR @ VOX, NONANTOLA {MO},
11 Novembre 2003
by ME©
«oh, ma
quanta gente ci sarà quando arriveremo? è sold out, meglio arrivare
presto.. e speriamo per la prima fila.. e soprattutto, a che ora arriveremo?
se siamo già in ritardo...»
questi e altri pensieri accompagnavano una trasferta che era iniziata alle
7. cambio a Bologna, e poi coincidenza per Modena, dove Elisa e io ci incontreremo
con altri blurred-italyani. va a finire che arriveremo pure venti minuti in
anticipo, che ovviamente non serviranno perché il treno di Enrico e
Maura è in ritardo.
corsa in ostello, sperando che ci sia una donna/uomo gentile che apra prima
delle due {a sentirli al telefono pareva che se fossimo arrivati prima delle
due ci sarebbe stata una fucilazione sul posto}. ci va bene, ma per colpa
della fretta e di una mappa storta, arriviamo alla stazione degli autobus
cinque minuti dopo la partenza del pullman per Nonantola. il successivo, ovviamente,
parte due ore dopo, e altrettanto ovviamente prima del nostro questi si susseguivano
ogni dieci minuti.
la Compagnia dell'Ostello {eravamo pure in nove, adesso che ci penso} si arrangia,
un po' per taxi e un po' per gentili passaggi in macchina, e chi prima e chi
dopo si è davanti al Vox: niente transenne, una quindicina di persone
che bivacca davanti alle porte. il tipico {mi dicono} autunno emiliano mi
entra istantaneamente nelle ossa {Bora, I missed you} e mi ricorda che devo
sopportarlo fin le sette e probabilmente oltre. qualche discussione e amicizia
volante, e buoni buoni si aspetta.
verso le quattro e qualcosa transennano, facendoci stare in fila dopo, e non nel corridoio.. lì comincia la vera e propria attesa, con sempre più scazzi via via che ci si avvicina all'ora x. serpeggia intanto la voce che al Vox non ti fanno tenere zaini e giacche sotto il palco, ma solo in guardaroba. «ecchecc.. dove li si mette allora?» fortuna che la macchina di Monia ha un ampio bagagliaio, così il tutto è indolore, e si può continuare ad aspettare e smadonnare dietro alla security che si muova ad farci entrare perché sta veramente cominciando a far freddo. in particolare, non è piacevole starsene due ore con addosso solo un maglione, essendo la giacca nella sopracitata macchina.. ma il fatto di essere tutti pressati, beh, mi fa stare quasi bene {parlando in termini di temperatura}.
i Blur arrivano piuttosto tardi, {a differenza degli Elbow}, e non li vediamo perché la fila si snoda dietro l'angolo dell'entrata del Vox, con il tourbus che si ferma invece lì davanti. solo in pochi li aspettano, per un paio di autografi. il tentativo di intortarsi gli organizzatori non è andato a buon fine, infatti di pass e backstage nemmeno si parla. arriva Ale, sorpresa incredibile perché mi aveva detto che sarebbe venuta solamente a Milano.
finalmente,
quasi alle sette e mezza, i nostri cari amici security si tolgono e SI ENTRA.
riesco con tranquillità a prendermi la prima fila, esattamente dove
volevo.. e ora capisco perché il guardaroba era obbligatorio: lo spazio
fra transenne e palco è minimo. Ely, Ale, io e altri abbiamo tutto
il tempo per fissare lo striscione che abbiamo fatto per l'occasione, e si
aspetta ancora, per sentire musica.. più o meno un'oretta... perché
a suonare per primi, poco prima delle nove, saranno gli ELBOW.
non avevo ancora avuto occasione di sentire lavori loro, e devo dire che mi hanno impressionata più che positivamente.. anzi, mi son piaciuti proprio. chitarre a profusione [non solo nella musica.. ne cambiavano una a canzone quasi], set tranquillo, qualche parola in più oltre che al canonico thank you very much e via, le note che scorrevano. c'erano un po' di reminescenze di Blur secondo me, pur se non credo ciò fosse dovuto a Ben Hillier {il produttore del loro ultimo album che ha lavorato prima con Graham in the Golden D e poi con i Blur in Think Tank}. il cantante, Guy, sembra un orsetto da quanto ispira tenerezza, il bassista lo vedo poco perché è costantemente nascosto da una nube di fumo, e il chitarrista mi delizia decisamente, sia per com'è lui, che per come {e cosa} suona.
il loro set dura circa quaranta minuti.. poi via, i roadie si attivano, e tempo altra mezz'ora salgono sul palco i BLUR.
subito Ambulance,
con un'intro più lunga di quella su disco e sentita a maggio.. e più
libera, decisamente, perché tutti si lasciano un po' andare a variazioni
sul tema. Alex inoltre non si mette fretta e comincia un bel po' più
tardi rispetto agli altri. poi Beetlebum, Girls And
Boys, Badhead. le prime quattro canzoni sono le
stesse di sei mesi fa, e comincio a chiedermi se per caso avessero intenzione
di rifare la scaletta.. ma vengo smentita da Good Song.
f orti del disegnino della fatina sullo striscione, lo tiriamo su per farlo
vedere a Damon, che sorride e approva. già prima Alex ci aveva buttato
l'occhio, e ancora prima che cominciasse il concerto ci aveva fruttato quattro
parole con il roadie che stava dalla nostra parte; così, vedendo che
le occhiate dall'alto si susseguivano, Ely, Ale e io decidiamo di tentare
la carta Blur per il backstage: un bel fazzoletto di carta con su scritto
'... AFTERSHOW?'.
il risultato, appena lo tiro su, è una risata di Alex. cerco di fargli
leggere in labiale un «please...» ma credo mi sia venuto piuttosto
male. non demordiamo, il fazzoletto rimane in bella mostra per tutto il resto
del concerto, fruttando altri sorrisi sparsi.
Gene
By Gene mi ricorda che un po' di ska lo so ballare, anche con la
canzone non c'entra tanto.. ma non si può stare fermi. Tender, con
il finale jammato: bella, ma non è la stessa, spontanea cosa di maggio..
poi altro blocchetto Think Tank, con Caravan, Out
Of Time, Brothers And Sisters. Song 2,
con un inizio decisamente lento, e via via velocizzato fino ad arrivare al
solito delirio. Si salta, si urla, Whoo Hoo!
Sapevo, dal soundcheck e dai concerti precedenti, che avrebbero suonato To
The End.. ed eccola, seguita subito dopo da una meravigliosa End
Of A Century {una delle mie preferite in assoluto}: bello il tempo
aspettato da Damon prima di cominciare la prima strofa.
Simon Tong è decisamente migliorato da sei mesi a questa parte; sempre lì, nel suo angolino, ha tuttavia sorriso un paio di volte {e, credetemi, è un evento a quanto ho potuto vedere a posteriori}. Dave, dalla mia postazione, era praticamente invisibile, nascosto dalla batteria, e anche Mike alle tastiere. Alex ha suonato molto bene, improvvisando un sacco su più o meno tutte le canzoni tanto da finire ognuna con una piccola jam personale. Damon sembrava stanco, non si è mosso più che tanto, pur se la voce, al solito, non ha deluso. solo verso la fine qualche salto. ci ha detto di essere stanco perché è andato a vedere Morricone a Londra il giorno prima, aggiungendoci che lo adora, in pratica. solo che la sua pronuncia era un po'.. diversa..da come si può sentir dire Ennio Morricone normalmente, e così in assai pochi hanno capito.
Trimm
Trabb, con il canonico urlo e la doppia batteria, mi ha esaltata
tantissimo; e dopo una commovente Battery In Your Leg, eccola:
The Universal. canzone che dal 95 ha chiuso moltissimi concerti,
una delle più conosciute, più belle in assoluto del grande repertorio
dei Blur. Damon ci guarda, si ferma in una delle sue pose teatrali, alza lo
sguardo e poi sorride.
«Ciao!» ma si sa che torneranno a breve.
For
Tomorrow, annunciata solamente da un Damon che prende l'acustica..
e poi On The Way to The Club, e We've Got A File
On You, questa volta eseguita una sola volta.
finale, classico, This Is A Low.. che però mi ha entusiasmata
di più a maggio.
in sintesi: i Blur non hanno deluso, anzi. è sembrato però quasi un concerto di 'riscaldamento', poca interazione col pubblico e poche parole. erano infatti piuttosto stanchi, essendo tornati da Vienna giusto quel giorno, si è lasciato più che altro parlare la musica.